È positivo il bilancio positivo sul Convegno dedicato ai dieci anni del progetto SAI di Treviso, tenutosi lo scorso 18 marzo nella cornice del Palazzo dei Trecento. L’evento non è stato un momento di celebrazione, ma un’importante occasione di confronto tecnico e umano, che ha registrato un’alta partecipazione, sia in termini di presenze che di coinvolgimento sui contenuti. Oltre 80 persone hanno preso parte ai lavori, tra cui tecnici dei servizi sociali di numerosi comuni della provincia di Treviso, specialisti dell’AULSS 2 Marca Trevigiana, operatori del terzo settore, rappresentanti dell’associazionismo e della società civile.
I partecipanti hanno espresso un buon apprezzamento per l’ottimo clima di confronto, per la chiarezza e l’alto livello informativo delle informazioni trasmesse dai relatori. Il Convegno ha offerto una panoramica approfondita sulla struttura della Rete SAI, grazie all’intervento della dott.ssa Virginia Costa, e ha permesso di esplorare temi complessi con rigore e umanità.
Il programma ha toccato i pilastri fondamentali dell’accoglienza e integrazione dei migranti. In tema di diritto e società, il prof. Gargiulo ha analizzato lo sviluppo storico e le valenze sociologiche della residenza anagrafica, elemento chiave per l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Sulla vulnerabilità e la salute mentale, gli interventi del dott. Sabattini, della dott.ssa Dominoni (Csm Distretto di Treviso) e dott.ssa Grosso (Coop. Crinali) hanno posto l’attenzione sulla presa in carico delle fragilità psicologiche e psichiatriche, con focus su doppia diagnosi, approccio transculturale e supporto psicologico per le vittime di disturbo post-traumatico da stress (PTSD), facendo emergere l’importanza della mediazione linguistico-culturale. Infine è stato molto apprezzato il focus sui bisogni di riconoscimento e guida educativa portati dai minori stranieri non accompagnati e neo-maggiorenni in prosieguo amministrativo, che nell’ultimo anno hanno raggiunto una percentuale importante tra i beneficiari del progetto.
L’organizzazione della giornata ha saputo coniugare i momenti frontali con una modalità interattiva molto apprezzata: gli angoli tematici, dove è stato possibile approfondire le modalità operative dell’equipe multidisciplinare composta dalle cooperative La Esse e Una Casa per l’Uomo, in tema di accoglienza diffusa, apprendimento della lingua italiana, tutela legale e psico-sociosanitaria, inserimento lavorativo e abitativo. I dati presentati confermano la solidità di un progetto basato sull’accoglienza diffusa nei comuni di Treviso (capofila), Maserada sul Piave, Trevignano e Ponzano Veneto: 365 persone prese in carico negli ultimi 10 anni negli appartamenti che garantiscono 49 posti. Oltre il 50% dei beneficiari e beneficiarie ha concluso il progetto raggiungendo la piena autonomia, con un contratto di lavoro e una casa.
Questi risultati dimostrano come il SAI di Treviso non sia solo una risposta all’emergenza, ma un laboratorio di cittadinanza capace di trasformare l’accoglienza in un investimento per l’intera comunità. Il successo di questa giornata conferma che la sinergia tra Enti Locali, Servizi pubblici e Terzo Settore sia la migliore strada percorribile nel lavoro sociale per costruire un sistema che si occupi di immigrazione in maniera umana, professionale e lungimirante.











