L’équipe del Servizio Educativo Domiciliare e Territoriale della Cooperativa La Esse (prima di Yumè – Sogni controvento) attiva nei territori dell’ATS VEN_03 – Bassano del Grappa – Asiago, è da quasi dieci anni ormai che si occupa di progetti educativi con bambini, bambine, giovani e famiglie che stanno attraversando una situazione di vulnerabilità.
Negli ultimi tre anni, abbiamo avuto cura del Servizio Educativo Domiciliare Territoriale (SEDT) di sostegno alla genitorialità e all’inclusione sociale di minori, giovani e adulti. Nel corso degli anni, è aumentata la nostra consapevolezza che “il lavoro educativo domiciliare è fondamentalmente un lavoro che rientra nelle azioni della giustizia sociale verso famiglie e bambini in situazioni di svantaggio e difficoltà”1. Infatti, “[…] mobilitare il potenziale educativo delle famiglie e delle comunità è […] innanzitutto un’azione di giustizia sociale, necessaria a interrompere il ciclo dello svantaggio sociale (REC 2013/112/UE) in quanto la “genitorialità positiva” è il motore dello sviluppo umano”2. In particolare, del lavoro educativo domiciliare e territoriale ciò che riteniamo essere potente è l’indispensabile connessione della famiglia con la comunità di appartenenza, in un’ottica di empowerment e di farsi vicendevolmente risorsa, l’una per l’altra. Come équipe siamo convinte che la cura della rete, l’attivazione della comunità, il riconoscimento di ciascuna persona e della sua complessità, in questo tempo di solitudini, di parole urlate contro il viso dell’altro, di violenza nei gesti e nei pensieri, possano essere atti rivoluzionari.
Al termine dell’affidamento, come équipe abbiamo quindi dedicato del tempo per mettere a terra il lavoro di questi ultimi tre anni, per provare, cioè, a tradurre in parole di che cosa abbiamo avuto cura e quali riflessioni pedagogiche hanno guidato l’agire educativo. Abbiamo raccolto quindi una sinergia di sguardi che si sono poggiati su diverse dimensioni del progetto e del servizio educativo: per questo ci sembrava che il titolo di un albo illustrato usato per un laboratorio, Seeing things, potesse essere un buon filo conduttore del nostro racconto.
Siamo partite dai contenuti del Convegno organizzato a novembre 2023 a Bassano “Tra equilibrio e vertigine. Come cambia lo sguardo nelle educative domiciliari”, ovvero dagli oggetti simbolici che raccontano i diversi strumenti di cui l’educativa domiciliare e territoriale si compone, i diversi momenti dell’accompagnamento e le diverse dinamiche che permettono all’educatrice e ai Servizi di entrare e stare in relazione con minori e famiglie (per chi volesse approfondire, qui è possibile accedere all’intero articolo). Abbiamo quindi raccontato da un lato i numeri di questo progetto, dall’altro la progettazione educativa che ha permesso di sviluppare concretamente i simboli sopra citati.
Condividiamo l’esito di questo lavoro corale, perché siamo convinte che la riflessione pedagogica, se condivisa, possa diventare possibilità per nuovi sguardi, per spostare l’orizzonte un pò più in là, nel rispetto dell’autodeterminazione delle persone che affianchiamo e della loro possibilità di evoluzione.
1 .Prandin A., Magnabosco F. (2024). I fondamenti dell’educativa domiciliare. Lavorare in una prospettiva di giustizia sociale, complessità e partecipazione. Erickson.
2 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, citato in Prandin, Magnabosco (2024). I fondamenti dell’educativa domiciliare. Lavorare in una prospettiva di giustizia sociale, complessità e partecipazione. Erickson.