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21.09.2026

Educazione Finanziaria: fare i conti con la libertà

Per la nostra organizzazione parlare, studiare e trattare di Educazione Finanziaria è opportuno e necessario, oggi più che mai, data la complessità e la velocità del nostro tempo. Poterla anche approfondire rispetto ad un target preciso con cui si lavora diventa quindi un’occasione ancora più importante per le nostre educatrici ed educatori sociali.

Grazie al supporto di Isfid Prisma società cooperativa nella gestione dell’Avviso 61 di Fon.coop, le colleghe e i colleghi impegnati in progetti di supporto a donne vittime di violenza e a persone con background migratorio hanno avuto accesso a due percorsi distinti e dedicati, progettati e condotti da Silvia Perin e Fabio Negro, educatori finanziari di La Esse abilitati secondo norma UNI 11402.

Nel lavoro formativo si è voluto prima di tutto sgombrare il campo da un’idea che viene in mente spesso quando si parla di Educazione Finanziaria, cioè che sia una materia fatta di conti e numeri, riservata a chi li sa maneggiare bene. Per come la esprimiamo noi invece è un fondamentale percorso verso l’autodeterminazione e l’autonomia personale. Questo valore emerge con forza quando ci si affianca a persone che stanno ricostruendo la propria vita o vivendo situazioni di vulnerabilità, sia all’interno dei percorsi di accoglienza per chi arriva da altri Paesi, sia nella rete di supporto alle donne che si lasciano alle spalle situazioni di violenza. Il denaro, infatti, non è quasi mai soltanto una questione di monete e banconote: parla dei nostri sogni, della capacità di proteggere chi amiamo e della concreta possibilità di scegliere e costruire liberamente il nostro domani.

Accompagnare una persona nel trovare un equilibrio rispetto alla propria gestione economica richiede un ascolto profondo, empatico e privo di giudizio. Chiedere aiuto o mostrare le proprie fragilità materiali è un passo difficile, spesso accompagnato da tabù, ansie, paure e dal timore di non farcela. Per questo la relazione d’aiuto non si basa su regole calate dall’alto, ma sull’ascolto e la capacità di riconoscere i bisogni reali della persona, valorizzando le sue risorse e aiutandola a ritrovare il controllo e l’autonomia nella gestione della propria quotidianità.

Nei percorsi d’integrazione con persone con un background migratorio, il rapporto con i soldi è intriso di significati culturali, familiari e umani. La ricerca del benessere non riguarda solo le spese di tutti i giorni, ma tocca la possibilità di studiare, la sicurezza della casa, la forza dei legami sociali originari e la costruzione di una nuova stabilità in un contesto sconosciuto. Imparare a gestire le risorse disponibili diventa così un ponte verso il futuro, un modo per dare corpo alle proprie speranze ed evitare di sentirsi travolti dalle incertezze quotidiane che a volte fanno scivolare in comportamenti e stili di consumo non del tutto favorevoli.

Nel contesto dei percorsi antiviolenza, ritrovare un’indipendenza economica significa spezzare catene invisibili ma fortissime. Spesso la violenza si insinua proprio nel controllo del denaro: quando viene impedito di lavorare, quando si deve chiedere il permesso per ogni piccola spesa, o quando ci si ritrova inconsapevolmente sulle spalle il peso di scelte altrui. Riattivare la consapevolezza sul proprio valore e sulla gestione autonoma delle risorse significa restituire alle donne il diritto fondamentale di decidere per sé e per i propri figli, riappropriandosi della propria vita.

È qui che l’educatore finanziario entra in campo e con lui gli operatori e le operatrici che accompagnano e supportano le persone nei loro percorsi di empowerment: sedendosi insieme alle persone per guardare con serenità alle entrate e alle uscite, distinguendo ciò che è davvero essenziale da ciò che può aspettare, attribuendo un nome e un senso ai propri risparmi in funzione dei propri obiettivi di vita, immediati e futuri. Mettere da parte anche piccole somme non è un semplice esercizio di rinuncia, ma un atto di cura verso se stessi, una riserva di tranquillità che permette di guardare ai desideri di domani con maggiore fiducia.

Per le persone in situazioni di vulnerabilità, imparare a proteggere i propri sforzi significa anche sapersi riparare dagli imprevisti, evitando che una spesa inaspettata o un momento di difficoltà facciano crollare l’equilibrio faticosamente conquistato. Creare con calma un piccolo “cuscinetto” per le emergenze e valutare con grande attenzione ogni passo legato ai debiti sono scelte di saggezza e protezione per tutta la famiglia.

Guardare avanti significa infine prendersi cura della propria sicurezza sul lungo periodo, difendendo i propri sacrifici dall’usura del tempo e tenendosi al riparo da promesse ingannevoli o situazioni poco chiare.

Aver colto questa opportunità formativa per la nostra organizzazione è ribadire che l’Educazione Finanziaria è una componente decisiva dei percorsi di autonomia sociale, in grado di trasformare la gestione quotidiana delle risorse in un concreto strumento di libertà, stabilità e dignità personale.

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