Riconoscere la complessità per offrire risposte su misura. Il lavoro educativo nei contesti di vulnerabilità familiare richiede una costante capacità di osservazione, lettura e aderenza ai reali bisogni dei minori, dei loro nuclei familiari e dei contesti comunitari e territoriali in cui vivono, superando schemi rigidi per costruire interventi realmente capaci di generare cambiamento.
È all’interno di questa visione pedagogica che si colloca l’esperienza dei progetti misti, nata dalla sinergia operativa tra la Comunità Diurna Agorà e il Servizio di Educativa Domiciliare e Territoriale (SEDT) gestiti dalla cooperativa La Esse nell’area Bassanese (ATS VEN_03). Questa modalità di presa in carico integrata si fonda su un principio cardine: la co-costruzione dell’intervento. La famiglia non è una semplice destinataria di prestazioni, ma un soggetto attivo che siede al tavolo di progettazione insieme all’équipe educativa e ai Servizi del territorio. È all’interno di questa alleanza a tre che prende forma un’azione personalizzata, capace di combinare la frequenza del minore in comunità con gli accessi domiciliari e territoriali dell’educatore nel contesto di vita del nucleo.
La peculiarità dell’intervento misto risiede nella sua capacità di agire contemporaneamente su più contesti di vita e di apprendimento. Da un lato, la Comunità Diurna offre al minore un ambiente di cura, protezione e contenimento ad alta intenzionalità pedagogica, lavorando sulle dinamiche di gruppo, sulla routine e sulla socializzazione tra pari. Al contempo, la Comunità sostiene direttamente le figure genitoriali, offrendo spazi di confronto, condivisione delle strategie educative e supporto nella gestione della quotidianità con i figli. Dall’altro, il Servizio Educativo Domiciliare e Territoriale è presente “con regolarità nel contesto di vita della famiglia, nella sua casa e nel suo ambiente di vita, per valorizzare le risorse che là si manifestano e per accompagnare il processo di costruzione di risposte positive (competenze e strategie) ai bisogni evolutivi del bambino/ragazzo da parte delle figure genitoriali in maniera progressivamente più autonoma” – tratto da Linee di indirizzo per il sostegno alle famiglie vulnerabili e per la tutela dei bambini e dei ragazzi fuori famiglia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 2017.
L’importanza di progettare con le famiglie e con i Servizi percorsi educativi personalizzati ha orientato, fin dalle prime sperimentazioni, percorsi non standardizzati, rivolti, in base ai bisogni dei nuclei, prima ad una dimensione o all’altra. A partire dalle osservazioni raccolte nel corso della quotidianità e condivise con famiglia e servizi, dall’analisi dei bisogni e delle risorse, nel corso degli anni si è costruita una proposta che, dal domiciliare, accompagna alla Comunità Diurna o viceversa.
Dal Domiciliare alla Comunità
In diverse situazioni, l’intervento parte all’interno del contesto domestico attraverso il servizio SEDT. È proprio dall’osservazione sul campo, condivisa con i genitori, che possono emergere bisogni più marcati di protezione, contenimento e strutturazione diurna per il minore. In questi casi, l’educatore o l’educatrice domiciliare assume una funzione chiave di facilitazione e accompagnamento graduale verso l’inserimento in Comunità Diurna. Costruendo un solido legame di fiducia con il minore e ponendosi come punto di riferimento costante per i genitori, l’operatore/operatrice guida la famiglia in questo delicato passaggio, riducendo le ansie e favorendo una positiva alleanza educativa con la struttura.
Dalla Comunità al Territorio
In altri percorsi, l’esigenza di una formula mista sorge durante la frequenza in Comunità, in particolare con l’ingresso nella fase adolescenziale. Con l’emergere di nuovi compiti evolutivi, l’équipe, i Servizi e la famiglia concordano un ridimensionamento graduale delle ore in struttura per investire sull’esterno. L’attivazione dell’educativa territoriale consente di accompagnare il minore nei suoi reali ambienti di vita, lavorando sul consolidamento delle autonomie personali, sulla ricerca di opportunità aggregative e sul corretto utilizzo delle risorse del territorio, ponendo le basi per una graduale e positiva dimissione dalla comunità.
Il valore aggiunto di questa modalità risiede nella ricchezza di uno sguardo pedagogico integrato/complesso, capace di arricchire i punti di osservazione e le ipotesi da percorrere.
Questo livello di integrazione si traduce in un continuo lavoro di rete interno ed esterno (con i Servizi coinvolti): attraverso la calendarizzazione di incontri di équipe dedicate tra Agorà e SEDT, e momenti periodici di verifica condivisi con genitori e Servizi, le educatrici e gli educatori condividono osservazioni, ricalibrano gli strumenti e lavorano su obiettivi educativi trasversali, garantendo una forte continuità pedagogica tra i diversi contesti di intervento.
Attraverso i progetti misti, la Comunità Diurna Agorà e il Servizio di Educativa Domiciliare e Territoriale riaffermano l’impegno a non attendere che le famiglie si adattino ai servizi offerti, ma a modulare e co-progettare gli interventi sulle storie e sui bisogni di ciascun nucleo. Un approccio flessibile e partecipato che valorizza le risorse di ciascun ambiente, garantendo al contempo la protezione necessaria per crescere e gli spazi di libertà necessari per conquistare la propria autonomia.