Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale è diventata un tema centrale nel dibattito tecnologico e professionale. Ma come si inserisce questa innovazione in un contesto lavorativo come il nostro dove la relazione umana è il pilastro fondamentale?
Per rispondere a questa domanda, nella seconda metà del 2025 la nostra cooperativa ha partecipato alla ricerca-azione “TEACH-AI: Transformative Educational Approaches for Civic and Human-centered AI”, condotta dal centro di ricerca CREDDI dell’Università e-Campus. L’obiettivo è stato quello di esplorare l’utilizzo e le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale Generativa nel nostro lavoro quotidiano, analizzandone le implicazioni professionali, culturali e organizzative.
Attraverso un questionario rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori, abbiamo indagato tre aspetti chiave: la possibilità di un uso significativo dell’Intelligenza Artificiale nel sociale, la frequenza attuale di utilizzo e le percezioni che questa tecnologia suscita.
Dall’analisi dei questionari compilati dai membri della nostra cooperativa, curata dal team di ricerca composto da diversi professori tra i quali Marco Rondonotti, Michele Marangi, Matteo Adamoli e Federica Emanuel, sono emerse quattro dimensioni fondamentali che ci aiutano a leggere il presente e a guardare agli sviluppi futuri.

La centralità della relazione umana
Dai dati raccolti emerge che la relazione educativa, psicologica e d’aiuto non può essere sostituita da strumenti di Intelligenza Artificiale poiché richiede presenza, empatia, ascolto e sensibilità emotiva. Il contatto diretto con l’utenza, i colloqui, la costruzione di percorsi educativi e l’accompagnamento delle persone vengono percepiti come spazi in cui il valore umano costituisce un elemento irrinunciabile. In tali ambiti, l’uso dell’Intelligenza Artificiale viene considerato dissonante o potenzialmente disumanizzante, soprattutto nel lavoro con minori, famiglie e persone fragili.

Il rischio di standardizzazione
Diversi lavoratori e lavoratrici esprimono la preoccupazione che l’Intelligenza Artificiale, se impiegata nella progettazione o nella valutazione di interventi, possa generare prodotti troppo generici o standardizzati, riducendo la specificità e la personalizzazione dei percorsi. La progettazione educativa richiede di rappresentare la complessità delle storie individuali, una specificità che i testi generati artificialmente faticano ancora a cogliere appieno.

Etica, privacy e responsabilità
I partecipanti alla ricerca sottolineano una preoccupazione riguardo alla gestione dei dati sensibili dei beneficiari. In tal senso, la tecnologia viene riconosciuta come utile solo se accompagnata da garanzie etiche, di riservatezza e di controllo umano.